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NUOVI OBBLIGHI DI COMPLIANCE A CARICO DELL'IMPRESE IN MATERIA DI AI: AI ACT E D.Lgs. 160/2026

NUOVI OBBLIGHI DI COMPLIANCE A CARICO DELL'IMPRESE IN MATERIA DI AI: AI ACT E D.Lgs. 160/2026


22 Settembre 2026



A far data dal 2 agosto 2026, le imprese che utilizzano, anche come deployer, sistemi di intelligenza artificiale, sono tenute ad osservare alcuni obblighi per conformarsi alle nuove disposizioni applicabili del Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024 (generalmente noto come “AI Act”). 

Gli adempimenti di compliance che ne conseguono sono particolarmente importanti: per alcune violazioni dell'AI Act, infatti, le sanzioni possono raggiungere 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo, mentre per altre possono arrivare fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale. Tali rischi si aggiungono a quelli già tradizionalmente noti connessi all’utilizzo dell’AI, quali, tra l’altro, la perdita di informazioni riservate, le violazioni della privacy, le contestazioni dei dipendenti, i problemi di proprietà intellettuale, le responsabilità nei confronti di clienti e fornitori e i danni reputazionali.

Cosa devono fare, dunque, le imprese per ottemperare a tali nuovi obblighi? Il suggerimento è quello di mappare, mediante apposita analisi, gli strumenti e le relative modalità di utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale, e definire una policy aziendale sul relativo utilizzo. A mero titolo esemplificativo, si segnala, tra l’altro, che:

Un'efficace gestione della compliance richiede, quindi, un processo proporzionato alle dimensioni e all'attività dell'impresa, anziché una policy standard o il semplice acquisto di un software di AI compliance. Gli strumenti utilizzati devono essere individuati, i relativi rischi classificati, le regole interne definite, le persone formate e l'effettiva applicazione delle procedure verificata periodicamente.

A rendere ancora più complesso il quadro normativo per le imprese si aggiungono le disposizioni che entreranno in vigore il 30 settembre 2026 con il D.Lgs. 160/2026 (cfr. https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-09-15&atto.codiceRedazionale=26G00179&elenco30giorni=false. 

Le novità principali introdotte da decreto legislativo 160 comportano, infatti, profili di rischio in ambito penale, 231, civile e assicurativo a carico delle imprese che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. Segnatamente, si introduce, tra l’altro:

  1. la presunzione del nesso causale in caso di violazione degli obblighi previsti dall'AI Act, anche alla luce della maggiore rilevanza probatoria di log, documentazione tecnica e attività di human oversight;
  2. un nuovo reato conseguente alla omissione di misure di sicurezza e di sorveglianza umana nei sistemi di IA ad alto rischio;
  3. la conseguente estensione della responsabilità degli enti ex d.lgs. 231/2001 per i reati connessi all’AI. 

Alla luce delle novità sopra descritte, la gestione del rischio in ambito aziendale assume, oltre che maggior centralità e importanza rispetto al passato, unitarietà operativa, dato che AI governance, compliance 231, gestione documentale, incident management e coperture assicurative diventano tra loro strettamente interconnesse.

 

Avvocato Daniele Ferretti, Attorney-at-Law (New York)

Avvocato Daniele Pellegrini, Ph.D.

Le informazioni contenute nel presente articolo sono fornite a scopo meramente informativo e generale e non costituiscono, né intendono costituire, un parere legale o altra forma di consulenza professionale. Il contenuto non tiene conto delle circostanze specifiche del singolo caso e non può essere utilizzato quale base per l’assunzione di decisioni senza il preventivo ottenimento di un parere professionale qualificato.

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